Il governo guidato da Giorgia Meloni lavora a un nuovo disegno di legge per limitare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni. La bozza, discussa a Palazzo Chigi sotto il coordinamento di Alfredo Mantovano, coinvolge diversi ministeri e punta a introdurre misure più efficaci rispetto ai divieti già esistenti ma poco applicati.
Il testo prevede sistemi obbligatori di parental control sui dispositivi utilizzati dai minori, con restrizioni su chiamate, messaggistica e accesso ai contenuti online. Le famiglie manterrebbero la possibilità di modulare o disattivare tali controlli, ma sarebbero anche esposte a sanzioni in caso di inadempienza.
L’iscrizione autonoma ai social sarebbe consentita solo dai 15 anni, mentre per i più giovani si punta a un blocco tecnico difficilmente aggirabile. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha collegato l’intervento al crescente disagio giovanile, attribuendo ai social un ruolo nell’isolamento e nell’esposizione a contenuti aggressivi.
La proposta nasce anche sull’onda di recenti fatti di cronaca e si inserisce in una linea già avviata con il decreto Caivano e le restrizioni sull’uso degli smartphone a scuola.
Critiche arrivano dall’opposizione: Filippo Sensi parla di misura tardiva e inefficace, mentre Marianna Madia propone di ripartire da un ddl bipartisan già vicino all’approvazione.
Resta aperta la questione centrale: il problema è l’accesso in sé o l’educazione digitale? Un divieto tecnico può ridurre i rischi, ma non affronta le competenze necessarie per abitare consapevolmente l’ambiente online.
Fonte: TGCOM24


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