La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto previsto dal decreto Balduzzi del 2012 che proibiva nei locali pubblici – come bar e internet point – la messa a disposizione di dispositivi, anche solo computer con navigazione libera, che potessero consentire l’accesso a siti di gioco online. Secondo la Consulta, la norma, pur perseguendo l’obiettivo legittimo di contrastare la ludopatia, è irragionevole e sproporzionata, perché colpisce in modo indistinto chi offre il gioco in modo occasionale e chi lo fa in modo permanente.
Il divieto veniva sanzionato con multe molto elevate (fino a 20.000 euro), penalizzando pesantemente piccole attività commerciali. La Corte ha evidenziato che la norma mancava di un bilanciamento tra la tutela della salute pubblica e la libertà d’impresa, rendendo necessaria una riformulazione più chiara e mirata.
La sentenza ha suscitato reazioni critiche da parte di associazioni e consumatori, che temono un indebolimento delle politiche di contrasto alla dipendenza da gioco. Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ha sottolineato l’urgenza di un nuovo intervento legislativo che distingua meglio le situazioni e renda i divieti più coerenti con gli obiettivi di tutela della salute.
fonte: ANSA.IT


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