Secondo la Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia 2026, pubblicata dal dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel 2025 il consumo di sostanze psicoattive tra gli studenti italiani di 15-19 anni si conferma un fenomeno di ampia diffusione: il 39% dichiara di aver utilizzato almeno una sostanza illegale nel corso della vita e il 26% nell’ultimo anno, con prevalenze maggiori tra i ragazzi. La cannabis resta la sostanza più consumata (24% nella vita; 18% nell’ultimo anno), seguita dalle Nuove Sostanze Psicoattive (5,7%), dagli stimolanti (2,7%), dalla cocaina (1,9%) e dagli oppiacei (1,5%). Preoccupa la precocità dell’esordio, che per molte sostanze avviene prima dei 15 anni, mentre il consumo di eroina continua a diminuire.
La Relazione evidenzia inoltre un incremento dell’uso di psicofarmaci senza prescrizione medica, che interessa l’11% degli studenti nell’ultimo anno. Anche il consumo di nicotina rimane elevato: le sigarette elettroniche raggiungono il livello più alto mai registrato, con il 41% degli studenti che riferisce di averle utilizzate nel 2025, superando ampiamente il consumo delle sigarette tradizionali e dei dispositivi a tabacco riscaldato.
L’alcol continua a rappresentare la sostanza psicoattiva più diffusa: il 75% degli studenti ne ha consumato nell’ultimo anno, mentre il 28% riferisce episodi di binge drinking negli ultimi 30 giorni e il 30% dichiara almeno un episodio di ubriachezza nel corso dell’anno.
Anche le dipendenze comportamentali mostrano dati rilevanti. Il 13% degli studenti presenta un uso di Internet con caratteristiche di rischio e il 15% un utilizzo problematico dei videogiochi, sebbene quest’ultimo risulti in lieve diminuzione rispetto al 2024. Il gioco d’azzardo continua invece a crescere, coinvolgendo il 60% degli studenti nell’ultimo anno; oltre l’8% degli studenti tra 11 e 13 anni presenta un comportamento di gioco a rischio o problematico. Si stimano inoltre circa 111.000 studenti a rischio di Internet Gaming Disorder e circa 15.000 con caratteristiche riconducibili alla social media addiction. Infine, oltre 50.000 studenti riferiscono una condizione di ritiro sociale volontario (Hikikomori) protratta per più di sei mesi, evidenziando l’importanza di rafforzare gli interventi di prevenzione e di promozione del benessere psicologico nelle scuole.
Fonte: RELAZIONE ANNUALE AL PARLAMENTO SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE IN ITALIA 2026


Lascia una risposta