Eccesso come regola, sballo come normalità: è questo il quadro che emerge dal recente dibattito sulle dipendenze giovanili. Tra trap, social network e modelli culturali sempre più estremi, molti ragazzi della Generazione Z crescono immersi in un immaginario che celebra alcol, droga e trasgressione come simboli di successo e appartenenza.
Secondo i dati presentati alla VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, due giovani su tre considerano “normale” sballarsi, mentre sei su dieci vedono l’eccesso come parte integrante della socialità. La musica trap e rap, con testi che esaltano ricchezza, abuso di sostanze e violenza, non è più solo intrattenimento: diventa un vero manuale comportamentale, amplificato dai social. Un ragazzo su tre ammette di sentirsi influenzato direttamente da questi messaggi.
Il bisogno di appartenenza gioca un ruolo centrale: molti partecipano a feste o superano i propri limiti per paura di essere esclusi o giudicati. Sui social, like e visualizzazioni trasformano la trasgressione in valore condiviso, rendendo l’abuso sempre più accettabile.
Il rischio, avvertono le istituzioni, è che lo sballo non venga più percepito come eccesso, ma come abitudine. Da qui la necessità di un cambiamento culturale che parta dai linguaggi e costruisca una nuova consapevolezza individuale e collettiva.
FONTE: Il Messaggero


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