Dal 2020 i dati comunali e provinciali sulle slot machine non sono più pubblicabili e, da quest’anno, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha esteso il divieto anche al gioco fisico e online nei Comuni con meno di 10mila abitanti. Federconsumatori, insieme a Isscon e Cgil, ha pubblicato il report “Non così piccoli. La diffusione dell’azzardo online nei piccoli comuni italiani”, che mostra come l’azzardo digitale si sia radicato anche nei centri minori, dove ogni euro speso pesa fortemente sull’economia locale.
Nel Sud Italia 116 Comuni risultano in “crisi acuta d’azzardo”, con un giocato online più che doppio rispetto alla media nazionale. La Campania guida la classifica con oltre 3mila euro pro capite. Il report, reso possibile grazie ai dati forniti da alcuni parlamentari, colma il vuoto lasciato dalle istituzioni e smonta la retorica del “gioco legale e responsabile”, rivelando l’effetto regressivo dell’azzardo sulle fasce più fragili e sulle aree marginali.
Nel frattempo, il Libro Blu 2023 dell’Agenzia Dogane e Monopoli arriva con due anni di ritardo, con dati solo nazionali e regionali, ormai poco utili per analizzare il fenomeno. Il gioco online, potenziato dal Covid, ha eliminato i limiti territoriali, rendendo invisibili le perdite economiche e sociali.
Oggi l’Italia è il primo mercato di gambling in Europa e il quarto al mondo: nel 2024 i cittadini hanno perso 23 miliardi di euro, di cui 92,1 miliardi giocati a distanza. L’azzardo online è più difficile da controllare e favorisce la concentrazione dei guadagni nelle mani delle lobby, mentre sottrae risorse ai territori.
La pandemia d’azzardo si espande silenziosamente, alimentata da una pubblicità pervasiva e da un falso mito di gioco “responsabile”. Servono dati, consapevolezza e scelte politiche coraggiose per contrastare un fenomeno che non è solo individuale, ma economico e sociale, capace di minare la salute pubblica e il benessere collettivo.
fonte Vita.it


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