Società Italiana di Pediatria e Istituto Superiore di Sanità segnalano un’esposizione sempre più precoce e prolungata agli schermi in età infantile.
Oltre il 20% dei bambini tra i 2 e i 5 mesi trascorre tempo davanti a dispositivi digitali.
I pediatri raccomandano di evitare smartphone personali e accesso autonomo a Internet prima dei 13 anni, soglia supportata da una revisione di oltre 6.800 studi. L’età evolutiva è infatti una fase di elevata vulnerabilità neuropsicologica.
Le linee guida indicano: nessuna esposizione sotto i 2 anni; uso limitato e supervisionato tra 2 e 5 anni; massimo un’ora al giorno in età prescolare e una-due ore in età scolare, evitando lo schermo nell’ora prima di dormire.
Un uso eccessivo è associato a sedentarietà, sovrappeso, peggiori abitudini alimentari e maggiore rischio cardiovascolare in adolescenza. Sono segnalati anche affaticamento visivo, miopia precoce e possibili ricadute sul linguaggio e sull’attenzione.
Sul piano psicologico emergono difficoltà nella regolazione emotiva, bassa autostima, sintomi depressivi e rischio di uso compulsivo. Le ragazze risultano più vulnerabili al confronto sociale online e alla FOMO.
Il cyberbullismo, in aumento dopo la pandemia, è correlato a un rischio di ideazione suicidaria oltre tre volte superiore nelle vittime adolescenti.
I pediatri propongono un “family plan digitale”: regole condivise su tempi, spazi, contenuti e privacy, con il coinvolgimento attivo dei genitori come modelli educativi. L’obiettivo non è demonizzare il digitale, ma promuoverne un uso progressivo, critico e adeguato all’età.
FONTE: INTERRIS


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