La tecnologia, protagonista indiscussa del nostro tempo, apre scenari straordinari. Ma alle luci si accompagnano anche ombre, come dimostra il caso del quindicenne torinese arrivato in pronto soccorso a Orbassano per una crisi di astinenza da smartphone, o la vicenda di una bambina romana che, quando la mamma le ha tolto il telefonino, si è lanciata dalla finestra. Due episodi raccontati recentemente dalle cronache che accendono i riflettori sui rischi legati all’uso precoce e incontrollato della tecnologia tra i più giovani, con inevitabili ripercussioni sulla loro salute mentale.
Per discutere di possibili azioni preventive e culturali di aiuto all’uso intelligente della tecnologia, l’Intergruppo Parlamentare Prevenzione e Riduzione del Rischio, presieduto dall’onorevole Gian Antonio Girelli, ha organizzato una conferenza stampa per accendere un faro su un problema emergente. Analizzando dati e casi portati dagli esperti, è stata individuata la strada per superare l’emergenza attraverso un patto tra istituzioni, scuola e famiglie, presentando un decalogo per la salute digitale dei ragazzi.
Tra i punti principali: essere modelli positivi di comportamento digitale; stabilire regole chiare sull’uso della tecnologia; proporre alternative offline; evitare di usare i dispositivi come strumento di consolazione; proteggere i momenti relazionali; adeguare l’uso dei dispositivi all’età; non anticipare l’ingresso nei social; supervisionare attivamente; riconoscere i segnali di allarme e agire insieme come comunità educante.
Alla conferenza, tenutasi all’Hotel Nazionale di Roma, sono intervenuti anche Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, e Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute.
Fonte: MILANO TODAY


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