Lo psicoterapeuta dell’età evolutiva Alberto Pellai, durante un incontro della “Scuola Genitori 2025-2026”, ha descritto i profondi cambiamenti che stanno trasformando l’infanzia nel terzo millennio. Leggendo l’inizio del suo libro Esci da quella stanza, ha spiegato come bambini e adolescenti vivano oggi un’esperienza di crescita molto diversa rispetto a dieci o quindici anni fa, e come anche i genitori si trovino immersi in cambiamenti spesso poco consapevoli.
Pellai ha raccontato la propria esperienza di padre di quattro figli nati tra il 2000 e il 2008, anni in cui la rivoluzione digitale è entrata in modo pervasivo nelle case, senza che le famiglie avessero strumenti adeguati per gestirla. Un episodio emblematico riguarda un bambino di sette anni che, arrivato al mare, resta due ore al tablet anziché correre in acqua o giocare con sabbia e secchiello: una scena impensabile fino a pochi anni fa.
Secondo Pellai, il vero punto di svolta è il 2012, quando gli smartphone hanno iniziato a sostituire i semplici cellulari. Da allora l’attenzione dei bambini e degli adulti è stata risucchiata dagli schermi, modificando le interazioni quotidiane e perfino alcuni processi evolutivi. Le neuroscienze mostrano infatti che, durante l’uso di videogiochi e social, la corteccia prefrontale – responsabile delle funzioni cognitive più complesse – resta poco attiva, mentre prevale la parte emotiva, che cerca stimoli intensi e immediati.
Pellai cita anche le ricerche interne di Instagram del 2021, secondo cui il 45% delle ragazze dichiara di sentirsi peggio da quando usa la piattaforma. Segnali che indicano quanto il digitale stia influenzando salute mentale e sviluppo dei più giovani.
FONTE: ORIZZONTESCUOLA.IT


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