Negli ultimi vent’anni, il gioco d’azzardo tra adolescenti è cresciuto, complice soprattutto la tecnologia che rende il gioco online facilmente accessibile. Tuttavia, la mancanza di strumenti adeguati rende difficile stimare il fenomeno e intervenire in modo efficace. Gli adolescenti sono particolarmente vulnerabili per ragioni biologiche, psicologiche e sociali: impulsività, ricerca di sensazioni forti e difficoltà nella regolazione emotiva sono elementi chiave. Il contesto familiare e sociale incide fortemente: la scarsa supervisione genitoriale, la presenza di coetanei a rischio e l’influenza dei media e della pubblicità contribuiscono all’aumento dei comportamenti problematici.
Le ricerche mostrano che i maschi sono più inclini al gioco patologico, spesso in co-occorrenza con l’uso di sostanze. Il gioco d’azzardo e le dipendenze chimiche condividono molte caratteristiche psicologiche (come craving, astinenza e ricadute) e meccanismi neurobiologici simili. L’anonimato e la disponibilità continua del gioco online abbassano le barriere all’ingaggio, alimentando un comportamento compulsivo. In adolescenza, inoltre, il gioco può diventare un rifugio da vuoti esistenziali o traumi non elaborati, soprattutto in presenza di tratti impulsivi e personalità vulnerabili.
Nonostante l’evidenza della gravità del problema, le strategie di prevenzione e intervento sono ancora carenti, specialmente a livello scolastico e istituzionale. Serve un approccio integrato, che unisca psicoterapia, educazione emotiva e riflessione critica sul ruolo della società.
FONTE: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32634072/


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